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Whatsappiamo i clienti? Che dite?

Whatsapp, l’applicazione mobile di messaggistica istantanea, direi celeberrima, acquistata quasi un anno fa nel febbraio 2014 dal lungimirante Zuckerberg di Facebook al “modico” costo di quasi 20 miliardi di dollari! Il perchè è lampante, va alla grande! Siamo ormai 600 milioni di utenti nel mondo! Pertanto perchè non usarlo anche nel lavoro e come un ulteriore tool per “raggiungere” nuovi clienti… in quanto costituisce un ibrido tra una mail ed il social Twitter, quindi si possono usare tutte le potenzialità non solo scrivendo offerte, pacchetti vacanze ecc. ma per risposte e conferme brevi con invio di allegati video, audio e foto… (previo consenso scritto ad esempio sul proprio sito web ufficiale o consenso orale del cliente per l’uso del suo numero whatsapp) ed anche per assistenza on line: customer service, inviando anche dei bei emoticons tipo lo smile 🙂 che non manca mai nelle chat simpatiche, per generare empatia col cliente, mai da sottovalutare! Perchè non usare anche la chat di gruppo?? Anche questa è una funzione tipica di whatsapp. E poi come non citare la novità: whatsapp anche sul desktop del pc, senza scaricare nessun altro programma o app, devi solo avere uno smartphone con qualsiasi sistema operativo (eccetto ios di Apple per il momento) usare il browser Chrome aver aggiornato whatsapp con l’ultima versione e “le jeux sont fait”! Pensate alla comodità e maggior visibilità al lavoro. Anche se bisogna dirlo le segretarie o receptionists non possono stare 24 su 24 on line a rispondere su whatsapp, pertanto dovrà essere comunicato preventivamente all’utente l’orario per chattare su whatsapp.

Per maggiori info, per sapere chi ha già provato nel 2013 ed i primi risultati con whatsapp,

si veda questo articolo interessante: http://www.bookingblog.com/prenotazioni-in-hotel-su-whatsapp-un-case-history-reale/

 Buona chat e saluto col mio smile 🙂

I Likes come i Commenti sono i benvenuti!

Vanessa Flamigni

C’è chi lavora bene anche senza le OTA (booking.com, expedia, venere ecc.)

 

Tutte le strutture ricettive: hotels, B&B, agriturismi a prescindere dal numero delle camere possono aderire al contratto delle “forti” e “omnipresenti” #OTA (come booking.com, hrs, expedia ecc.).

Molti Hotels della riviera romagnola, che conosco, sono da diversi anni patners di queste “benedette” OTA, anche se la commissione parte dal 15% in poi. Non tratto qui la questione della parityrate anche perchè sembra ormai un problema superato o meglio abolito (vedi la decisione della Bundeskartellamt (l’Autorità Antitrust tedesca) in quanto violazione del diritto alla libera concorrenza.

La scelta molte volte è forzata, tutti ambiscono a prenotazioni dirette del cliente, senza l’intermediazione, il dover pagare le pesanti commissioni OTA, ma la relativa visibilità sul web ed il marketing massiccio everywhere on line offerti sono molto efficaci ma si pagano profumatamente.

Il punto cruciale é hai bisogno veramente delle OTA? Ci sono realtà turistiche italiane, o meglio hotels che almeno fino adesso non hanno avuto necessità di usufruire del marketing delle OTA.

Come mai?

Analizzando la storia di questi Hotels “particolari” (che conosco) si scopre, che grazie alle loro professionalità, competenze hanno “cullato” negli anni gruppi di persone, clienti e che non li hanno “traditi”.

Pertanto in bassa o media stagione questi ultimi hotels hanno sempre il sold out o quasi! Chiaro che la competenza commerciale va sempre aggiornata, ma vale l’universale principio che il cliente è il tuo patrimonio e che dalla prima volta che viene da te direttamente se lo tratti bene, con cortesia, professionalità e con servizi adeguati ed in continuo #rinnovamento: quel cliente ritornerà da te ogni anno, senza passare dalle OTA…ma chiamandoti direttamente…

Un punto da non sottovalutare, oltre alla professionalità e gentilezza/cortesia di tutto il personale, non deve mai mancare all’albergatore lo spirito di rinnovamento in generale della propria struttura ricettiva. L’impegno del titolare dell’albergo in questo senso non sarà mai vano! Anzi il #passaparola, il tam tam tra amici, parenti e conoscenti sarà sia off line che on line sui vari socialmedia, come facebook, o Tripadvisor, Hotelcheck, Trivago, Zoover e via dicendo.

Tutto questo non farà che accrescere un circolo virtuoso di marketing per il proprio hotel e ben presto i “frutti”, se hai seminato bene, si raccolgono.

C’è anche da sottolineare il fatto che un cliente che proviene dalle OTA, fai molta fatica a conquistarlo, forse con upgrade gratuito? Non sempre basta, il cliente é delle  OTA in primis!

Il cliente va ascoltato, rispettato, se vogliamo “cullato” e soddisfatto. Il miglior premio per un hotel é il ritorno ogni anno di quel cliente dei suoi familiari ed amici grazie anche al suo passaparola.

I commenti costruttivi sono sempre graditi 🙂

Have a nice day!

Vanessa Flamigni

 

Farmaci online: vietata la vendita ma l’acquisto per uso personale non è reato. Cosa prevede la normativa e la giurisprudenza italiana

La legge italiana

In Italia è possibile vendere e acquistare online i c.d. “farmaci da banco“, muniti del “bollino di qualità“, grazie al recente provvedimento approvato il 14 febbraio scorso dal Consiglio dei Ministri, in attuazione della direttiva europea tesa ad impedire l’ingresso di farmaci falsificati nella catena di distribuzione.
È vietato, invece, vendere e acquistare farmaci che necessitano di prescrizione medica, la quale non può essere rilasciata a distanza (e quindi non online).
Il riferimento normativo è il D.Lgs. n. 219/2006 (c.d. “Codice dei medicinali“) che all’art. 6 dispone: “Nessun medicinale può essere immesso in commercio sul territorio nazionale senza aver ottenuto un’autorizzazione dell’AIFA o un’autorizzazione comunitaria a norma del regolamento (CE) n. 726/2004“.
Dall’interpretazione letterale dell’articolo potrebbe dedursi che il divieto colpisca solo la commercializzazione da parte di rivenditori italiani e non già l’acquisto dei farmaci online da siti autorizzati stranieri (operanti nei Paesi Ue dove la vendita è legale), che dovrebbe pertanto ritenersi legittimo.

In ogni caso, la giurisprudenza interessata dei casi di importazione dei farmaci online è orientata nel senso di escludere il reato quando l’acquisto è effettuato da privati per uso esclusivamente personale (v. Trib. Bari 30.1.2012; Trib. Genova 17.5.2010).
Secondo le corti, infatti, la normativa sanziona i medicinali “destinati ad essere messi in commercio” sul suolo nazionale, e, dunque, è indirizzata espressamente a coloro che acquistano i prodotti farmacologici per scopi industriali e commerciali e non già al singolo cittadino che acquista per uso personale. Ovviamente, deve trattarsi di farmaci registrati e riconosciuti anche in Italia (e non contraffatti) e affinchè si possa considerare “l’uso personale”, è necessario che l’acquisto sia effettuato in quantità modeste e non devono ricorrere elementi che possano ricollegarlo ad un’attività di impresa destinata alla diffusione al pubblico dei medicinali importati.

In molti Stati dell’Unione europea la vendita di medicinali online è considerata legale, come ad esempio, nel Regno Unito, dove le farmacie registrate in un apposito albo possono vendere online farmaci dietro ricetta medica. Tale ricetta è rilasciata da medici iscritti in uno specifico registro, previa compilazione di un form, di regola, associato al sito di vendita.

Fonte: Farmaci online: vietata la vendita ma l’acquisto per uso personale non è reato. Cosa prevede la normativa italiana. Al termine un sondaggio
(www.StudioCataldi.it)

Per chi ancora non lo sapesse i social networks (facebook ecc.) non sono gratuiti! Il prodotto venduto siamo noi!

Molti utenti non sanno che i  social networks come facebook, twitter, google + e via discorrendo, non sono in realtà gratuiti, se leggiamo con attenzione il  prolisso “contratto”,  le condizioni di utilizzo ci accorgiamo che ciò che postiamo, pubblichiamo come foto, video, messaggi, qualsiasi contenuto, non è più di nostra proprietà esclusiva, ma diventa di proprietà del singolo gestore “social”, il quale utilizza i nostri dati di qualsiasi natura per scopi commerciali, pubblicitari, quindi per far soldi e tanti!!!

Leggi questa parte esplicativa del contratto di Facebook:

Estratto dal contratto d’uso di Facebook (marzo 2013): garantisci contestualmente a Facebook una licenza mondiale, irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile a terzi, senza possibilita’ di richiedere compensi (compreso il diritto di sub-licenziare a terzi), di: (a) usare, copiare, pubblicare, trasmettere, archiviare, conservare, mostrare o riprodurre pubblicamente, o mostrare, modificare, editare, creare lavori derivati e distribuire attraverso canali multipli ogni contenuto postato dall’Utente …

Facebook, è uno strumento social, di condivisione, di informazione globale utile ed interessante, ma anche ricco di “difetti”, che possono minare la nostra privacy.

In sintesi usiamo i social media con cautela, cognizione di causa, senza superficialità, perchè le informazioni che riguardano la nostra vita privata, famiglia, lavoro ecc. e che girano intorno a noi costituiscono dei “valori” che non sono certo quantificabili o traducibili in moneta, non hanno prezzo!

Fonte: http://www.pillolediconoscenza.it/di-chi-sono-le-foto-e-i-video-che-pubblichi/

PRIMA DELL’ E.COMMERCE L’INFO COMMERCE CHE INIZIA SEMPRE O QUASI SUI VARI SMARTPHONES!

Secondo le ultime statistiche: ben il 65% usa il proprio smartphone (con sistema operativo: ios, android o windows phone) per inziare la ricerca delle informazioni di qualsiasi genere: viaggi,recensioni prodotti, prezzi, marche ecc per poi continuare la ricerca e/o comprare on line sul proprio pc o tablet.

Questo dato è importante, direi un dato “pivot”, da non sottovalutare. Il sito web di una impresa, di qualsiasi dimensione, deve oltre che essere funzionale, accattivante, user friendly, ottimizzato dal punto di vista SEO, SEM, E SOCIAL… anche e forse soprattutto RESPONSIVE E MOBILE FRIENDLY.

Con il mobile, smartphone, tutto è a portata di mano, si è connessi sempre, in qualsiasi luogo.

Il mobile sta surclassando il pc, direi, ad esempio le e.mails vengono ormai lette oltre che scritte prevalentemente su mobile:  elemento da considerare per l’e.mail marketing e direct marketing.

Magari state leggendo questo mio post proprio sul vostro smartphone 😉

Stay tunned 🙂

Vanessa Flamigni

Fonti: http://nelimariamengalli.wordpress.com/2013/05/08/the-future-of-enterprise-mobile-learning-infographic/#like-1515Immagine

5 Video Mobile Apps per amplificare il coinvolgimento on line

5 Video Mobile Apps per amplificare il coinvolgimento on line

Articolo molto interessante che descrive l’utilità nel coinvolgimento on line del cliente, utente ecc. (on line engagement): ad esempio vine con twitter, socialcam, viddy app video, l’omnipresente Facebook con video, foto …e Videolicious.

Cliccate sull’Url come sempre e buona lettura! 🙂

Dopo aver letto gli articoli, lasciate un commento, mi farebbe piacere, grazie!

Vanessa Flamigni

Come rendere privato il tuo profilo Facebook!

Come rendere privato il tuo profilo Facebook!

Facebook spesso modifica le impostazioni sulla privacy, per cui quello che prima era privato potrebbe non esserlo più adesso.

Leggi con attenzione le relative istruzioni per aumentare la tua privacy, cliccando sul seguente URL http://www.tisemplificolavita.com/2013/04/come-rendere-privato-il-tuo-profilo.html

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Romagna mia

Cavallo Arabo nero su spiaggia

Ciao 🙂 sono Vanessa Flamigni,

nata a Lugo (Ravenna) ecc.

Laureata in Giurisprudenza ecc.

Appassionata anche per lavoro di tematiche, normative riguardanti il turismo alberghiero,

web marketing turistico, social media e via dicendo…

A presto!

P.s. Lugo dal latino “Lucus” = bosco, precisamente Lucus Dianae = bosco di Diana (dea della caccia…) il resto lo trovate su wikipedia 😉

Il Cavallo perché é simbolo di Bellezza, Libertà, Forza, Sensibilità e mi ricorda il “cavallino rampante” logo dell’aereo del lughese Francesco Baracca (eroe Prima Guerra Mondiale) e donato post mortem alla scuderia Ferrari!

At salùt !!! (saluto romagnolo) 🙂