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Oro bianco a Cervia “Cum grano salis”

cum grano salis locuz. lat. (propr. «con una presa di sale»). – Espressione, probabilmente adattamento della frase di Plinio il Vecchio (NatHist. 23, 77, 3)addito salis grano «con l’aggiunta di una presa di sale», di uso frequente nel senso figurato: «con un po’ di discernimento»: le sue parole vanno intese cum grano salis, non vanno cioè prese alla lettera, ma con buon senso e sale in “zucca”!(Cit. Treccani)

Panoramica Saline di Cervia
Panoramica Saline di Cervia

Dopo  questa doverosa spiegazione dell’espressione latina: “cum grano salis” che trovate in diverse occasioni sui manuali giuridici ecc. vorrei parlarvi dell’ORO BIANCO DI CERVIA (il nome antico di origine greca della città era Ficocle, dove la lavorazione del sale era già molto attiva e produttiva nel periodo etrusco e romano)che altro non è che il celebre sale dolce, proveniente dall’antica SALINA CAMILLONE, che  è l’unica superstite delle circa 150 saline a raccolta multipla cancellate con l’avvento della lavorazione secondo il metodo industriale nel 1959.

È di piccola estensione, con una superficie evaporante di mq. 21.181 ed una superficie salante di mq. 2.650.
Ancora in funzione, grazie all’attività volontaria svolta dal Gruppo Culturale Civiltà Salinara, produce annualmente circa 1000 quintali di sale di qualità elevatissima.

Sale di Cervia
Sale di Cervia

Inoltre , è possibile vedere presso Musa (Museo del Sale a Cervia) e presso la  Salina “Camillone” le barche di ferro (burchielle) con cui veniva trasportato il sale lungo i canali fino ai magazzini e le garitte (= casotto delle sentinelle) un tempo occupate dalle guardie di finanza.

Burchiella (antica barca di ferro per trasportare il Sale di Cervia)
Burchiella (antica barca di ferro per trasportare il Sale di Cervia) al Museo del Sale

Il metodo di lavorazione attualmente in uso viene chiamato “per bacini differenziati” o più semplicemente “alla francese” e consiste nel separare i numerosi sali dell’acqua marina al fine di ricavare cloruro di sodio il più possibile puro.

Il sale dolce di Cervia è chiamato anche il Sale del Papa, richiamando l’antica tradizione che per oltre quattro secoli, ha visto i salinari cervesi affrontare un lungo e faticoso viaggio a dorso di mulo per consegnare questo prelibato prodotto in Vaticano, dove serviva per la mensa pontificia e per i battesimi nella città di Roma: ricordiamo gli ultimi: Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI.

Papa Giovanni Paolo II a Cervia
Papa Giovanni Paolo II a Cervia

La Salina di Cervia, porta di accesso a sud e stazione del Parco Regionale del Delta del Po, è considerata un ambiente di elevatissimo interesse naturalistico e paesaggistico, tanto da essere stata inserita come Zona Umida di Importanza Internazionale nella convenzione di Ramsar. Dal 1979 è divenuta Riserva Naturale dello Stato di popolamento animale. Dal punto di vista avifaunistico e botanico, l’ambiente delle saline è di straordinaria bellezza e suggestione: popolato da specie rare come i Fenicotteri, i Cavalieri d’Italia, le Avocette e altre specie protette ed è un punto di riferimento per i visitatori sensibili agli aspetti ambientali. (Cit. http://www.salinadicervia.it).

Fenicotteri Rosa nella Salina di Cervia
Fenicotteri Rosa nella Salina di Cervia

Vi consiglio di assaggiare, se venite a Cervia o Milano Marittima, la cioccolata con il sale dolce di Cervia é una squisitezza, oltre al filetto con il sale  e rosmarino …ed il vino locale… che dire se non Slurp ; ) e mi raccomando mangiate e bevete sempre cum grano salis!!!

Dulcis in fundo: Dante Alighieri cita Cervia, nella Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII:

« Ravenna sta come stata è molt’anni:
l’aguglia da Polenta la si cova,
sì che Cervia ricuopre cò suoi vanni. »

Vanessa Flamigni